Organismi sintetici nella produzione di biocarburanti

Organismi sintentici per la produzione di biocarburanti

Negli ultimi tempi si sente parlare di biologia sintetica e di organismi creati in laboratorio. Al di là di speculazioni da fantascienza e sospetti spesso infondati, non tutti sono a conoscenza di cosa siano effettivamente gli organismi sistentici e di quanti vantaggi possano apportare alla qualità della vita.

Diversi giorni fa, infatti, la prestigiosa rivista Science ha pubblicato un articolo che rendeva nota l’avvenuta duplicazione del dna del lievito di birra da parte di un gruppo di ricercatori da diversi paesi del mondo.  Si tratta del primo organismo di una certa complessità il cui dna sia stato interamente sintetizzato in laboratorio.

Utilizzi dei microrganismi sintetici

Le applicazioni dei risultati di questo tipo di ricerche sono deducibili abbastanza nell’immediato: maggiore comprensione della vita (e di conseguenza delle malattie), fabbricazione di farmaci, sintetizzazione di tessuti da utilizzare in chirurgia o nella lotta contro il cancro.

Ma c’è anche la possibilità di utilizzare i laboratori per migliorare lo stato del pianeta.

Un progetto di cui non tutti sono a conoscenza, infatti, riguarda la produzione di batteri bioingegnerizzati in grado di fagocitare sostanze inquinanti, o di organismi presenti nel corpo umano, come l’escherichia coli, per la generazione di biocarburanti.  Esperimenti in questo campo sono in corso da anni ma potrebbero beneficiare notevolmente della procedura appena resa nota da Science.

Come i batteri producono biocarburanti

Modificando alcuni meccanismi utilizzati dall’E.coli nella sintetizzazione degli acidi grassi, è possibile direzionare i batteri verso un processo il cui risultato è la produzione di propano, attualmente uno dei gas più puliti per l’utilizzo come carburante, ma soggetto ad esaurimento.

Le quantità di propano ottenibili dalla procedura con E.coli, però, sono al momento piuttosto ridotte, il che rende l’intero processo poco conveniente.  In futuro, però, la sintetizzaione dei batteri potrebbe essere molto più semplice e rapida, rendendo la produzione di propano un’alternativa ecosostenibile e conveniente.

 

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